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| Photo by Pierperrone |
"Eh, andare, andare...
Correre e scorrere
e sudare senza sosta.
Scorrere e la pietra
dura consumare...".
Questa strana litania,
leggera come il vento,
aleggiava lieve in aria
e non si posava mai.
Anch'io, così, allora allora,
gironzolavo irrequieto e
sbuffando me n'andavo.
Le mani affondavo in tasca,
cieco e muto, annegavo l'ira
nel dannato lago dei pensieri
miei. Ed era solamente ieri.
Pensieri neri, scompigliati,
dispettosi e spettinati.
Li batteva il leggero vento,
che un pò distrattamente, là,
d'intorno, come un mantra,
innseguiva la vita che fuggiva.
A gran voce, udìi d'un tratto,
invocar, il tempo, spazio
di passare e andare avanti.
Come, s'illuso, io potessi mai
rallentare il passo suo! Poi,
forse risentito, un pò spavaldo,
arditamente m'accarezza,
fremendo, con l'ala sua leggera...
Ecco, è così ch'è accaduto.
Da allor, mi manca l'aria.
Uno spirito m'ha preso, catturato,
m'ha imprigionato il tempo.
A volte, d'un tratto, ancora,
un fremito mi scuote,
un tremore, una corrente.
Ed or che quei m'ha preso
un terror il cor mi stringe
e cola tra le spalle,
un filo di sudore
e il passo mio, distratto,
cede in tutta fretta
finchè sento nella testa
vagamente scompigliarsi
il flusso vago
dei pensieri solitari.
"Andare, andare. E'giunta, ora,
l'ultim'ora del povero signore.
Ch'egli vada, infine, e si presenti
al giudice supremo.
Andate alla malora!".
Ecco è questo ch'egli urla
e sento ancor la voce sua
ch'intima, feroce, un dopo senza pace:
"Su, sù, voi, via. Spostatevi di là!
Forza. Largo. Lasciatelo passare!
Non vedete? Andate via di qua!
Ormai è finito il tempo suo. Deve andare!
C'è un mondo tutto nuovo che lo aspetta
ha una gran fretta..."
Così m'urlò quello a un tratto
mettendomi diritto
con i pedi in un cassetto.
Adesso sento freddo,
forse son già morto,
s'è fatto un gran silenzio
s'è acquetata la tempesta...