09 set 2013

POESIA DEL TEMPO

Photo by Pierperrone
"Eh, andare, andare...
Correre e scorrere
e sudare senza sosta.
Scorrere e la pietra
dura consumare...".
Questa strana litania, 
leggera come il vento,
aleggiava lieve in aria
e non si posava mai.
Anch'io, così, allora allora, 
gironzolavo irrequieto e
sbuffando me n'andavo.
Le mani affondavo in tasca,
cieco e muto, annegavo l'ira
nel dannato lago dei pensieri 
miei. Ed era solamente ieri. 
Pensieri neri, scompigliati,
dispettosi e spettinati.
Li batteva il leggero vento,
che un pò distrattamente, là,
d'intorno, come un mantra, 
innseguiva la vita che fuggiva. 
A gran voce, udìi d'un tratto, 
invocar, il tempo, spazio 
di passare e andare avanti.
Come, s'illuso, io potessi mai
rallentare il passo suo! Poi,
forse risentito, un pò spavaldo,
arditamente m'accarezza, 
fremendo, con l'ala sua leggera...

Ecco, è così ch'è accaduto.
Da allor, mi manca l'aria.
Uno spirito m'ha preso, catturato,
m'ha imprigionato il tempo.
A volte, d'un tratto, ancora,
un fremito mi scuote,
un tremore, una corrente.
Ed or che quei m'ha preso
un terror il cor mi stringe
e cola tra le spalle,
un filo di sudore
e il passo mio, distratto,
cede in tutta fretta
finchè sento nella testa
 vagamente scompigliarsi 
il flusso vago
dei pensieri solitari.

"Andare, andare. E'giunta, ora,
l'ultim'ora del povero signore.
Ch'egli vada, infine, e si presenti
al giudice supremo.
Andate alla malora!".
Ecco è questo ch'egli urla
e sento ancor la voce sua
ch'intima, feroce, un dopo senza pace:
"Su, sù, voi, via. Spostatevi di là!
Forza. Largo. Lasciatelo passare!
Non vedete? Andate via di qua!
Ormai è finito il tempo suo. Deve andare!
C'è un mondo tutto nuovo che lo aspetta
 ha una gran fretta..."
Così m'urlò quello a un tratto
mettendomi diritto
con i pedi in un cassetto.
Adesso sento freddo,
forse son già morto,
s'è fatto un gran silenzio
s'è acquetata la tempesta...

4 commenti:

  1. Un po' strana questa poesia, fuori dai tuoi soliti modi d'affrontare i temi che proponi...
    La fretta di questi nostri giorni che ci spinge, nostro malgrado a correre e a consumare la vita in un modo che forse non vorremmo. Il tempo passa, certo, è inevitabile, ma la lentezza o la rapidità sono due dimensioni che non gli appartengono. Lui passa...e basta. E' come noi viviamo che ci dà la percezione che sia veloce o lento.
    Per noi è spesso troppo veloce, presi come siamo da mille cose, mille incombenze e forse nemmeno tutte così necessarie.
    C'è forse tra questi versi, una certa insofferenza per tutto questo? C'è una sorta di rammarico per non poter vivere pienamente il tempo come vorresti? Non so se è esatta questa sensazione, ma è questo che mi pare di aver percepito nei tuoi versi. O forse questo ho letto perchè in questi giorni è questa riflessione che stavo facendo. E mi è venuta un'immagine: il mio tempo "libero" lo sai, è più lungo di quello della maggioranza delle persone. DUe mesi non sono pochi...Ed è un tempo che io vivo sempre con grande emozione, arrivando ogni volta ad una sensazione di vita avulsa dal resto dell'anno. Quasi fosse una bolla che per magia appare ogni anno e mi dà la possibilità di vivere in un altro modo, forse quello più vero...non so...
    Sento nei tuoi versi anche una vena di timore come di non riuscire a vivere pienamente, a causa di tutto questo, di dover sacrificare qualcosa d'importante di te stesso.
    Un abbraccio doppio :-)

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  2. Cara Patrizia,
    questa poesia non è forse il più riuscito tentativo di versi.
    A parte i giochi sonori, in qualche passaggio magari azzeccati, non sono riuscito a imprimere un senso preciso a quello che ho scritto.
    Quindi, prendilo per un esperimento non riuscito.
    Ma questo non è molto importante, non ti preoccupare.
    Il tema che volevo toccare era lo scorrere del tempo e va bene anche averlo trattato in maniera così... naif.
    Ti ha suggerito qualcosa, un pensiero, una riflessione.
    Non è già molto, amica mia?

    Il tempo è argomento che mi affascina da sempre.
    A volte ha formato oggetto dei miei post, raccontando in qualche modo questo interesse.
    ... Il tempo, alla fine mi sono fatto quest'idea, non esiste.
    Il tempo è un concetto creato dall'uomo, una specie di super-metafora che serve per dare un senso alla nostra esistenza, così come la nostra coscienza la percepisce.
    Adesso rischio di allungarmi tanto e non vorrei.
    Per spiegarmi più velocemente dico così.
    La nostra vita, in realtà è una concatenazione di fatti, situazioni, eventi, cose, che si svolgono ininterrottamente per gli anni che viviamo: come le nostre orecchie, che non possono tapparsi, odono tutto ma catalogano come suoni sensati, le parole, per esempio, solo alcune cose, anche la nostra coscienza "cataloga" alcuni eventi, estraendoli dal continuo fluire della nostra realtà "insensata". Quegli eventi "catalogati" sono come un film. Il film della nostra esistenza, della nostra vita.
    E noi, attraverso la coscienza, siamo come dei registi della nostra vita, anzi, meglio, del film della nostra vita.
    Tagliamo e cancelliamo, evidenziamo, copiamo, marchiamo...
    Spezzoni, come scene.
    Attimi come inquadrature.
    Esistenze come sceneggiature.

    Se ci pensi, dico una cosa, esprimo una teoria molto molto naturalista.

    Il tempo.
    Il tempo è quel concetto che ci permette di mettere in sequenza gli eventi.
    Il prima che viene prima del dopo che, come dice la parola stessa, viene dopo...
    Si nasce, si vive, si muore...
    Prima... durante e dopo.
    Non è questo il tempo?
    Se lo "teorizzi" ecco, che viene il concetto.
    E se vuoi dare una misura a quel concetto, devi scegliere un'unità di misura adatta.
    Il ciclo degli astri, il ciclo del sole, il ciclo delle stagioni...
    Il ciclo fisico del flusso della sabbia nella clessidra.
    Il flusso meccanico degli ingranaggi di un orologio o gli impulsi elettrici o le onde radio o gli intervalli binari dell'elettronica o le vibrazioni della materia...
    Che differenza fa?
    Non sono un flusso simile allo scorrere del fiume ?

    E così, la vita altro non è che questo nostro scorrere.
    Come un fiume.
    Che forma anse, polle, correnti, rapide, cascate e stagni, paludi ...
    La tua pausa estiva è proprio come un bellissimo laghetto che con la bella stagione si popola di pesci e di farfalle...
    Poi il fiume riprende il suo corso...
    La nostra vita è quel fiume...
    Ci prende.
    Ci cattura.
    A volte ci annienta all'improvviso...

    Nei miei versi non so se c'è granchè di questo.
    Più che altro volevo raccontare l'incontro con quel momento fatidico in cui il tempo ti prende e ti fa suo.
    E' il tempo della vita?
    O il tempo della morte?
    ... E forse non c'è nemmeno troppa differenza, visto che noi, in quel fiume nuotiamo, spesso, senza neanche accorgercene...

    Beh, grazie per l'abbraccio doppio: io ricambio con un triplo bacio!

    Piero

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  3. Io sono per la vista, le tue foto mi hanno rapito e non riesco a stare concentrata sulle parole...davvero foto splendide, dovresti partecipare a qualche concorso...pensaci.
    Ciao Piero

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  4. Ci proverò, Paolè, prima o poi.
    Mi piace molto fare le foto e qualche volta le ho anche mandate a qualche concorso, ovviamente senza successo alcuno.
    Ma che fa?
    Io mi diverto lo stesso.

    Però io devo ancora ringraziarti.
    Cosa che faccio subito:
    GRAZIE PAOLE'!

    Un abbraccio
    Piero

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