07 ott 2013

POESIA PERFETTA (Fiaba del poeta perfetto)

Photo by Pierperrone


La perfezione.
Si, la perfezione.
La per-fe-zio-ne!

Non è stato facile.
Ma , alfine, è fatta.
E' stata davvero ardua impresa.
Ma, dunque, ora la perfezione è conquistata.

Ho dovuto combattere.
E, per la verità, ho sentito la morte passarmi, a volte, assai vicino.
Porto ancora ferite sul corpo.
E piaghe, dolore, e lacrime.
Lo sforzo.

E' avversario duro.
Sa tutte le armi del combattimento.
Ed i trucchi.
E gl'inganni.
Le tecniche, immorali, della lotta.
Il nascondiglio, l'assalto, il balzo. Fuori, all'improvviso, o il colpo, diretto, al cuore e, il tradimento, vile, alle cieche spalle.

Non conosce paura.
Non teme dolore.
Non sottovaluta gli avversari.
E' amazzone indomita.
Guerriera addestrata dai più grandi maestri.
Scelta dagli dei.
Preferita dagli immortali.

La tenzone è durata mille e mille notti.
Il campo di battaglia porta ancora tutti i segni delle cariche e degli assalti.
Laggiù, dove l'orizzonte sconfina nel mondo iperuranio, si leva ancora la nube immensa della cavalleria al galoppo sfrenato.
S'ode l'eco, ancora, se si tende bene l'orecchio, del tumulto dei cavalli imbizzarriti e degli speroni affondati a sangue nei garretti sfiniti dallo sforzo.
Foreste di lance hanno trafitto l'aria.
Sciami di frecce hanno trapassato il cielo.
Sanguina ancora, la volta.
Agonizzano gli ultimi astri, che mano pietosa di poeta più, curar non può.

Ho costretto, infine, la Musa alla resa.
Prona, ai miei piedi.
Prostrata, pietà m'invoca.
Ma più, compassione, il mio cor d'aver non sa.
Intingo, ormai, la penna mia, nel sangue suo divino.
Fama m'attende.
E gloria.
E il riconoscimento eterno che d'ogni poeta è nascosto vagheggiamento, e sogno.

Preda, nelle mani mie, intimità mi cede.
Non più, pudor riposto, nè vergogne, nè d'amor segreti anfratti.
Musa.
Bellezza pura.
Innocenza, che in peccato, ancor, n'incolse mai.
Per tinger di poesia versi e sfume di color, intingo l'arte mia nel miele dolce suo.
E la voce sua, melodìa,  m'avvolge in amorose spire che il paradiso innanzi m'apron.
Ed io sui Campi Elisi incedo, l'allor dorato della gloria intesto!
Poeta, perfetto artista, conoscitor dei cor profondo, e d'ogni altro agir, umano ardor.

Ecco, ecco, il frutto dell'opra mia, or ch'esse, sacerdotesse, vestali, d'arte, ardente tengon desto l'alto fòco. La poesia perfetta fa sanguinar d'amore di Fiammetta il cor, innocente e retta.
E il color, alfin, la natura stessa inganna, sì che la fredda tempra d'olio steso sulla tela si fa velluto e pelle calda e freme al tatto.
E la canzon d'amor i cor rapisce e incatena amanti e prigioni rende gli occhi che volgon diretti ai versi.
Al modo stesso, tutti l'omini d'inganno restan presi quando musica si diffonde delle parole mie temperate e franche e tinte d'ambra angelica.
A nòva vita è richiamato il figlio morto e finalmente ridon i materni occhi che rosso fòco il dolor rosi avèa.
E la civil d'eroi gloria atterra, nemici, i vinti e di polvere si nutron le reali insegne dei foresti regi scesi a conquistar le calli dell'eterne cittadine inermi.
Anco il martire, i chiodi vince, insanguinati, e carnefici in maledette croci innalza e trafigge il ciel che sacrifico lo fece di vita sua, umile e costumata.
Preghiere smuovon il còre duro dei demònii che il divino nome di dei usurparo senza pietade alcuna per l'umana ispecie e l'attterriro, e la conchiusero in catene.
E perfino tu, insensibil còre del denaro vile, vincitor d'ogni tenzone, ti rivolti in bene quando poesia mia perfetta figlia, nuda e pura, ti volge il sen, e tu, porgendo mendìca mano, resti secco, e ad ella indichi e t'inchini, ammutolito e sperso, come stella ch'al nero ciel indica la rotta...

Ecco.
Perfezione.
Compiuta, ora, è l'opra vera dell'artista.
L'arte assoluta, che nell'aere si perde e in alto vola...
Il mondo ad essa volge l'alma languida ed eterni rende onor e fama e gloria.
Chimerico sogno del poeta ch'il creato pone innanzi ai versi suoi e morte tramuta in eterna vita e beltà in eterno fiore.
Ecco.
Perfezione.
Porgo a te i versi miei.
Compiuta è infine l'opra mia.
Il mondo indifferente segue i casi suoi ed eterni rende, e vani, onor e fama e gloria.
Ad esse, cadùche stelle, volge l'alma languida il creato.
Chimerico sogno in ciel disegna l'alma mia, ch'il creato pone innanzi ai versi miei e morte tramuta in eterna vita e beltà in eterno fiore...

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