04 lug 2013

D'ESTATE

IL PECCATO. Franz von STUCK (1836 - 1928) 

Tuoi riflessi di fuoco specchiano il cielo.
Lingue giallastre d'ardenti corpi celesti.
Vivide palpitazioni d'amore. Oh, Dio!
Come mi piacerebbe afferrarti, infinito!
La tua massa stringo, rotonda, sinuosa.
Cocente illusione d'orbita, presto svanisci.
Cedo al tuo richiamo, apertissimo spazio!
Desiderio s'invaghisce di me, vano, tiranno.
Vorrei prenderti, rondine acuta, coda stellata!
Spiccare, alti, striduli salti e lanciare gli svelti
garruli canti che a te giungono, ninfa d'arancio.
Sono vento, ora. Ansimo e scompiglio di gonne.
Vezzose nubi leggere d'organza che volano via!
Con le dita sfioro le tue cerulee forme di seta...
Tu m'eviti, invece, fugace lingua d'amor siderale.
Fuggi tremante. Ti  nascondi dietro il velo serale!
Scende su te l'ombra notturna,  maschera cupa.
O son  io. Forse. Tu. Forse. Tu nuda m'attendi! 
Là. Sparsa distesa di sera d'estate. Fresca. Tu.
Nel torrido letto di trepidi astri, o spazio lontano.
Là, tu m'accogli, amante di fuoco. Madida sera
d'estate.

2 commenti:

  1. I pensieri più strani, nel senso positivo del termine, fa nascere un cielo d'estate. i suoi colori, mutevoli ad ogni istante, le sue mille sfacettature...e i pensieri volano liberi, senza più nessun controllo. Attratti dall'energia che emana lui, padreone indomito e le mille piccole cose che lo circondano. Mi piace come hai "struttrato" questa poesia: la prima parte emana forza, un'intensità quasi concreta. Poi in parte s'attenua, le immagini diventano più delicate ma rimane dentro esse la stessa forza ed intensità. Magnifico amplesso figurato e forse neanche troppo, tra te e il cielo. Bella!
    Abbraccio
    P.S L'altro testo mi richiede più tempo...ma ci arriverò :-)

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    1. Mia cara Patrizia,
      l'amplesso figurato col cielo.
      Bella definizione, bella davvero.
      Amplesso con le parole, anche, se vuoi.
      Più o meno figurato, poco importa.
      Ma questo amore è amore per quello che, pur nascondendosi, s'intravvede al di sotto, o al di dentro, della coltre setosa.
      Saranno gli astri, le infinite distanze, gli spazi vasti ed immensi, le sconfinate profondità...
      Che hanno bisogno anche del sostegno di una parola, di un'immagine, di una similitudine, di una somiglianza, di una metafora...
      Per parlare c'è bisogno di una voce.
      Ecco, qui, mi dici, che si tratta di una voce suadente, erotica, passionale...
      Si.
      Forse.
      Ma una voce è solo un sostegno, un appoggio, un appiglio, un gancio...
      Restano il cielo, le cose da dire, i sentimenti che ci vagano dentro e scompigliano i nostri pensieri.
      Come il soffio della sera scompiglia le nubi setose, morbide come sensuali sottane.
      Come il riflesso del cielo di cristallo che evidenzia le forme lontane, suadenti e sinuose, orbite di lontani astri che danzano come vergini in fiore...

      Si, strani pensier, amica mia, porta la bellezza del cielo.
      Perchè anch'egli, il cielo, è solo un appiglio, un appoggio, una leva, uno specchio che riflette la bellezza assoluta.
      Anzi, la Bellezza.
      Che per essere Bellezza deve essere nuda e vestita e svestirsi e rivestirsi.
      La Bellezza è la vera ninfa d'arancio.
      Pelle di velluto e odori ancestrali...
      E' lei l'amante perfetta.
      Il desiderio invano l'invoca.
      La smania che compulsa i sensi.
      Ma invano, sempre invano.
      Salvo questi momenti di delicato abbandono.
      Quando, un pò, si concede.

      La sensualità non ha bisogno del maschio o della femmina per far pulsare il sangue più forte e accelerare il respiro.
      Strani pensieri vagano nella mente e nel corpo di un uomo sperso mentre ammira il corpo malizioso che si mostra e si dona.
      Gli stessi strani pensieri che vagano nella mente e nel corpo di una donna.
      Il corpo malizioso della Bellezza, non puoi negarlo, ti spezza il respiro!
      E' l'amplesso velato.
      Neanche poco.
      Ed è bello concedersi.
      E', questo, amore.

      Amica mia, un bacio a te.

      Piero

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